Sanità Puglia: precisazione di Stea su contributi alle donne ammalate oncologiche
27 Febbraio 2017

“Un atto concreto per festeggiare l’8 marzo”, è quanto in una nota sottolinea il consigliere regionale Gianni Stea chiedendo al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano di far diventare realtà “la proposta di legge sul contributo economico per l’acquisto di parrucche per donne affette da patologie tumorali e costrette a ricorrere a cicli di chemioterapia”. Nel ribadire la richiesta, Stea prende atto della replica della collega Franzoso. “Non può che farmi piacere vedere una classe politica che finalmente si mette al servizio totale e incondizionato dei cittadini, soprattutto quando di mezzo c’è sofferenza e dolore. Prendo quindi atto di non essere solo in questa mia battaglia affinché il contributo diventi strutturale nell’ambito dell’assistenza sanitaria pugliese. Certo quando su temi tanto delicati si innesca una polemica politica a colpi di comunicati che hanno il forte sapore propagandistico, resta l’amaro in bocca e un grande senso di disagio, quasi di vergogna nei confronti dei cittadini che ci hanno voluto onorare con la fiducia. Però, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare, ricordo sommessamente all’amica Franzoso che la mia prima interrogazione, con tanto di lettera aperta ai colleghi del Consiglio regionale pugliese, risale al marzo del 2016. Ed è quindi con estremo orgoglio personale che in proposito rivendico la paternità di un progetto cui ho sempre attribuito un elevato valore etico e morale. Non me ne voglia la Franzoso, la mia precisazione è necessaria solo a ribadire la verità su una questione che mi sta davvero a cuore e che non può avere, non deve avere, sigle politiche. Ribadisco, sono onorato di avere al mio fianco tale autorevole collega, con la speranza appunto di rendere tale aiuto a chi soffre un caposaldo dell’assistenza sanitaria”.
“In Puglia – prosegue la nota di Stea – sono numerose le donne affette da patologie tumorali, e costrette a ricorrere a continui cicli di chemioterapia che, come noto, tra gli effetti collaterali comporta la perdita di capelli: evento che per in particolare per una donna a livello psicologico comporta un ulteriore trauma. Per ovviare anche a questi disagi molte donne sono costrette a ricorrere all’acquisto di parrucche fino alla fine dei cicli di chemioterapia previsti dal protocollo e in attesa dell’auspicata ricrescita, con un’ulteriore, considerevole spesa. Proprio per questa componente emotiva e psicologica alcune Regioni italiane (Emilia Romagna, Marche, Campania) considerando l’acquisto di una parrucca parte integrante del percorso di assistenza e sostegno a donne malate di cancro, sono intervenute con un contributo economico a disposizione delle pazienti interessate; ed analoga misura è stata adottata sia dalla Regione Toscana che dalla Regione Piemonte. Da qui, il nostro progetto affinché si possa avviare in tempi brevi un’azione concreta a favore di donne in particolare stato di disagio fisico e psicologico, attraverso lo stanziamento di un contributo economico per l’acquisto di parrucche per le pazienti con un basso reddito affette da patologie tumorali e alle prese con cicli di chemioterapia. Sono convinto che sia il modo più utile per festeggiare la prossima ricorrenza dell’8 marzo”.